Bossolasco Alta Langa - panorama

Cosa vedere nell’Alta Langa: itinerario slow tra borghi, colline e sapori autentici

0 commenti
Home » Cosa vedere nell’Alta Langa: itinerario slow tra borghi, colline e sapori autentici

L’Alta Langa è la parte più autentica e silenziosa del Piemonte meridionale: un territorio di colline ondulate, boschi, noccioleti e piccoli borghi sospesi nel tempo. In questo articolo ti porto alla scoperta di cosa vedere nell’Alta Langa durante un weekend slow tra paesi in pietra, strade panoramiche ed esperienze gastronomiche che ti resteranno nel cuore.

Immagina di svegliarti la mattina e aprire le finestre su un paesaggio che sembra uscito da un libro: la nebbia che abbraccia le colline, il silenzio rotto solo da qualche campanile lontano, il profumo di legna e nocciole nell’aria. Nessun pullman turistico, nessuna fila per la foto ricordo. Solo tu, la strada che si avvolge tra i noccioleti, e borghi in pietra che sembrano fermi in un tempo tutto loro. L’Alta Langa è questo, e molto di più. Io le ho scoperte partendo da Bossolasco, ospite di Da Fabiana, e da quel momento ho voglia di tornarci.

Dove si trovano le Alte Langhe e perché sono diverse dalle Langhe più turistiche

Se hai già sentito parlare delle Langhe, probabilmente hai in mente le colline del Barolo, le cantine di La Morra, i vigneti dichiarati Patrimonio UNESCO. Tutto bellissimo, per carità e se non ci sei ancora stato, trovi qualche spunto nel mio articolo su cosa vedere nelle Langhe. Ma le Alte Langhe sono un’altra storia.

Questo territorio si trova nella provincia di Cuneo, a sud di Alba e al confine tra le provincie di Asti e Alessandria e l’Appennino ligure. L’altitudine qui è maggiore rispetto alle Langhe del Barolo, tra i 600 e i 900 metri, i paesaggi sono più selvaggi, i boschi e i noccioleti prendono il sopravvento sui vigneti, i borghi hanno meno vetrine e più anima. Non troverai strade intasate dalle auto dei turisti o enoteche patinate ogni due chilometri. Troverai invece silenzio, autenticità e la sensazione, ormai insolita, di scoprire qualcosa che ancora non è stato consumato dal turismo di massa.

Una precisazione utile prima di partire: quando parlo di Alta Langa mi riferisco al territorio geografico. Se cercate online, vi imbatterete anche nell’Alta Langa DOCG, che è invece lo spumante prodotto con metodo classico in questa zona. In questo articolo vi parlo dei borghi, dei paesaggi e dei sapori del territorio. Detto questo, un calice di bollicine Alta Langa durante il viaggio è più che consigliato.

Se ami le Langhe ma non ti basta la versione già nota, o se stai cercando un itinerario slow in Piemonte che non sia già sui radar di tutti, l’Alta Langa al caso tuo.

Itinerario nell’Alta Langa: un weekend tra borghi e colline

Il modo migliore per esplorare il territorio dell’Alta Langa è in auto. Bossolasco è un’ottima base: una posizione centrale che permette di raggiungere facilmente tutti i borghi più belli della zona. Due o tre giorni sono l’ideale per non correre, per fermarsi davvero, per pranzare senza guardare l’orologio e per perdersi su qualche stradina panoramica seguendo l’istinto più che il navigatore. Questo è un viaggio slow, nel senso più bello del termine.

Il mio itinerario tocca Bossolasco, Murazzano, Mombarcaro, San Benedetto Belbo, Cortemilia e Albaretto della Torre, più qualche divagazione panoramica tra noccioleti e boschi che consiglio caldamente di non saltare.

Bossolasco: il paese delle rose

Bossolasco è un borgo che ti conquista prima ancora di entrare nel suo centro storico. Siamo arrivati in una bella mattinata di sole primaverile, abbiamo lasciato l’auto fuori dal centro storico e ci siamo ritrovati davanti a una terrazza affacciata sulle colline delle Langhe. Le panchine sono lì apposta: siediti, respira, e prenditi il tempo di ammirare il panorama, senza fare niente di particolarmente utile. Benvenuto nel viaggio slow.

Le case in pietra, le strade curatissime, i davanzali fioriti. E poi le rose, ovunque. Questo piccolo paese è soprannominato proprio “il paese delle rose” e quando le vedi in fiore, in primavera o in estate, capisci immediatamente il perché: non c’è angolo che non ne abbia almeno una.

Quando sei pronto, entra nel borgo percorrendo Via Umberto I, la strada principale. Superato l’arco che porta verso la piazza principale, alzа gli occhi sulle insegne d’artista che costeggiano la via realizzate da pittori e scultori che nel dopoguerra frequentavano questa zona.

Sali verso la parte più alta del paese e arriverai alla Chiesa di San Giovanni Battista. Subito accanto, fermati davanti alla scultura dell’Angelo dell’Alta Langa, opera dell’artista Daniele Cazzato. Racconta un episodio della Seconda Guerra Mondiale: gli abitanti di Bossolasco accolsero e nascosero un gruppo di ebrei in fuga, proteggendoli a rischio della propria vita. L’ala sinistra dell’angelo abbraccia e protegge; quella destra è protesa, pronta a fermare ogni minaccia.

Poco più avanti trovi Palazzo Balestrino dei Marchesi del Carretto, edificio imponente che racconta il peso storico che Bossolasco ha avuto in questa terra.

Da qui, lasciati scivolare nel Parco delle Rose: un viale alberato che costeggia il centro storico, romantico e un po’ fuori dal tempo, impreziosito da decine di rosai rari e antichi, le cui talee arrivano da ogni parte del mondo. Il parco coincide con il Viale della Rimembranza, detto anche “il fosso” perché un tempo era il fossato del castello, oggi dedicato ai caduti della Grande Guerra. Nel periodo della fioritura, passeggiare qui è una piccola esperienza sensoriale: colori, profumi e fragranze che non ti aspetti.

Murazzano: il borgo della robiola DOP

Se c’è un borgo che vale il viaggio nell’Alta Langa anche solo per una sosta gastronomica, quel borgo è Murazzano. Il borgo è noto per la sua Robiola di Murazzano DOP, prodotta con latte intero di pecora di razza Langhe. È un formaggio di pasta fresca e bianca dal sapore dolce e leggermente acidulo.

Ma Murazzano non è solo formaggio. Il centro storico è dominato da una Torre Medievale in pietra alta trentatré metri. Orientata secondo la rosa dei venti, era parte del castello appartenuto ai Marchesi di Saluzzo fino al 1463, quando fu acquisito dal duca Ludovico di Savoia. Non è facile trovarla aperta (solitamente apre la domenica pomeriggio nel periodo estivo, o su richiesta) ma se vi capita, preparatevi a scalare qualche gradino, il panorama sulle colline circostanti vi ripagherà ampiamente: nelle giornate limpide la vista spazia fino alle Alpi!

Prima di arrivare alla torre, vale la pena perdersi un po’ tra le vie del borgo. L’antico abitato era delimitato da quattro porte medievali, di cui oggi ne rimangono due: la Porta di Buzignano, attigua al Santuario della Madonna di Hal, con il suo arco a sesto acuto in cui si aprono ancora piccole feritoie e tracce rosse dello stemma dei Savoia; e la Porta Bullaria, in via Lorenzo Bruno, il cui nome curioso deriva dal fatto che era il punto di consegna della “bolla” di pedaggio per entrare nel Comune.

Poco più su c’era il Ricetto, la seconda linea di difesa del castello: un sistema di bastioni, torri e fossati costruito tra il XV e il XVI secolo per proteggere uomini, bestiame e prodotti agricoli.

Mombarcaro: il borgo più alto delle Langhe

Mombarcaro è il borgo più elevato delle Langhe, arroccato su una collina a quasi mille metri di altitudine. Qui l’atmosfera è diversa da tutto il resto del territorio, più montana, più fresca, con sentieri tra i boschi che sembrano appartenere più all’Appennino che alla tradizione vinicola piemontese.

Se siete fortunati la vista panoramica da Mombarcaro è spettacolare. Nelle giornate terse, dal sagrato della Chiesa di San Michele Arcangelo si vede l’Appennino ligure, con le colline delle Langhe che si distendono a perdita d’occhio fino ad intravedere il mare. Io, purtroppo, ci sono capitata in una giornata di nebbia e pioggia!

Se amate camminare, da qui partono sentieri bellissimi tra boschi di castagni e faggeti. Se invece preferite stare fermi ad ammirare il paesaggio, scelta ugualmente valida, basta sedersi su una panchina e lasciarsi abbracciare dal silenzio.

San Benedetto Belbo: sulle tracce di Beppe Fenoglio

Per chi ama la letteratura italiana del Novecento, San Benedetto Belbo è una tappa emozionante. Questo piccolo borgo – davvero piccolo, qualche centinaio di abitanti – è legato a doppio filo al nome di Beppe Fenoglio, uno dei più grandi scrittori italiani del dopoguerra. Le Langhe che Fenoglio ha raccontato nei suoi romanzi, la guerra partigiana, la campagna, i personaggi rurali con le loro storie aspre e bellissime, prendono forma concreta proprio in questi paesaggi.

Il borgo è autentico e poco frequentato, il che lo rende ancora più prezioso. Per i viaggiatori slow e per gli amanti della letteratura, questa è una di quelle tappe che non si dimenticano. Portate con voi un suo libro, “La malora” o Una questione privata”, e leggetene qualche pagina con queste colline davanti agli occhi.

Serravalle Langhe: il balcone sull’Alta Langa

Serravalle Langhe sorge su una delle colline più alte dell’Alta Langa, in mezzo a quattro valli che quasi la circondano, in una posizione panoramica a balcone sulla pianura e sulla cerchia delle Alpi.

Il paese è piccolo, tranquillo, dà l’idea di essere rimasto un po’ fuori dal tempo. La chiesa parrocchiale dell’Assunta e l’Oratorio di San Michele sono le presenze architettoniche più significative del centro storico. Ma quello che resta davvero è il panorama: nelle giornate limpide lo sguardo arriva fino alle Alpi da un lato e si perde tra le colline delle Langhe dall’altro.

Cortemilia: nocciole, portici e tradizioni piemontesi

Cortemilia è il centro più vivace dell’Alta Langa, un borgo adagiato sulle sponde del fiume Bormida, la cui storia medievale è ancora leggibile nelle sue torri e nel suo centro storico. Ma quello per cui Cortemilia è davvero famosa è la nocciola. La nocciola Piemonte IGP, quella tonda gentile delle Langhe che finisce nei gianduiotti, nelle torte e nel cioccolato di qualità, trova qui uno dei suoi territori d’elezione.

Passeggiare sotto i portici di Cortemilia è piacevole in qualsiasi stagione, ma in autunno, quando i noccioleti si tingono d’oro e l’aria profuma di castagne, diventa qualcosa di speciale.

Cosa comprare a Cortemilia

Non andate via a mani vuote. A Cortemilia e dintorni troverete nocciole sfuse, paste di nocciola, torte artigianali e dolci locali. Cercate anche i produttori locali di formaggi, salumi, vini del territorio e, naturalmente, tartufo. Sono acquisti che raccontano un posto meglio di qualsiasi guida turistica.

Albaretto della Torre: uno dei panorami più belli delle Langhe

Albaretto della Torre è una tappa breve ma merita una sosta. Il borgo è piccolo, dominato da una torre medievale, e offre uno di quei panorami sulle colline delle Langhe che ti fanno fermare in mezzo alla strada con la bocca aperta. Non c’è molto “da fare” nel senso turistico del termine, il che in questo caso è esattamente il punto: si rallenta e si guarda. E va bene così.

Le strade panoramiche più belle dell’Alta Langa

Uno dei piaceri più grandi di un itinerario in auto nell’Alta Langa è proprio guidare. Le strade panoramiche che attraversano questo territorio sono tra le più belle del Piemonte: strette, tortuose, circondate da noccioleti e boschi, con aperture improvvise su panorami mozzafiato.

La Strada Romantica delle Langhe e del Roero è il percorso più famoso della zona. Si tratta di un itinerario di 130 km su strade panoramiche che attraversa 11 tappe, da Vezza d’Alba fino a Camerana, passando proprio per Murazzano e Mombarcaro. Lungo la via troverete oltre 300 spunti letterari, borghi, castelli, torri medievali, cantine e residenze storiche. Il sito ufficiale stradaromantica.com è un buon punto di partenza per pianificare le tappe.

Consigli fotografici: le albe e i tramonti sono momenti d’oro. Alzatevi presto almeno una mattina per vedere la nebbia sulle colline, è una di quelle immagini da immortalare.

Cosa fare nelle Alte Langhe

Cheese Experience

Tra le esperienze gastronomiche che puoi vivere nell’Alta Langa, la Cheese Experience Da Fabiana è senza ombra di dubbio una delle mie preferite.

È molto più di una degustazione di formaggi: è il racconto di una famiglia, di una storia che parte dalla Sardegna e si intreccia con le colline del Piemonte, e che trovi nei sapori, negli odori e nelle parole di chi te la racconta.

Si comincia visitando le stalle dell’agricaseificio, dove conosci da vicino le capre e le pecore (in questo caso di razza sarda) e ti rendi conto da dove viene quello che stai per mangiare. Poi si passa dal caseificio, e infine ci si siede a tavola, e arrivano i formaggi: robiola fresca, pecorini e formaggi di capra stagionati, ciascuno con la sua storia.

Degustazione vini nelle Alte Langhe

Siamo in Piemonte, quindi una degustazione di vini è quasi d’obbligo, e nell’Alta Langa lo è ancora di più, perché qui si producono etichette di grande carattere in un contesto ancora artigianale.

Troverete vini bianchi intensi, rossi strutturati e qualche bollicina Alta Langa DOCG che vi farà capire perché questo metodo classico sta conquistando sempre più estimatori in Italia e all’estero.

L’Alta Langa a piedi o in bici

Un modo alternativo per scoprire il territorio dell’Alta Langa a piedi, o al massimo in sella a una bici. L’altitudine più fresca rispetto alle Langhe basse le rende ideali per camminare soprattutto in estate, quando altrove il caldo scoraggia qualsiasi sforzo, e i percorsi tra boschi di castagni, noccioleti e crinali panoramici regalano un’esperienza completamente diversa dal classico trekking in montagna.

Per chi ama camminare con una storia sotto i piedi, il territorio offre una serie di percorsi legati alla Resistenza partigiana. Le Pedalate Partigiane sono itinerari cicloturistici pensati per chi vuole unire la scoperta della bellezza dei luoghi con la consapevolezza di come la Resistenza abbia vissuto e combattuto in ogni paese e collina delle Langhe, non solo ad Alba o a Cuneo.

La Grande Traversata delle Langhe è un itinerario che attraversa paesaggi di ogni tipo: strade sterrate, boschi, castagneti, falsi piani e paesi splendidi in cui fermarsi a riposare, passando per borghi come Saliceto, Bergolo, Cortemilia e Castino. Si può fare a tappe, ci si può fermare a dormire lungo il percorso e trasformarlo in un vero cammino lento.

Un’altra opzione bellissima è il Bar-to-Bar, un cammino che in 7-8 tappe attraversa tutte le Langhe, dalle colline del Barbaresco a quelle del Barolo passando per l’Alta Langa. Le salite nelle Langhe sono sempre dolci e intervallate da piani e discese, quindi niente di troppo impegnativo, il che lo rende adatto anche a chi non è un escursionista esperto.

Consigli pratici per organizzare un weekend nelle Alte Langhe

Prima di lasciarvi con la valigia già mentalmente fatta, ecco qualche informazione per organizzare al meglio il vostro weekend nell’Alta Langa.

Come arrivare

L’Alta Langa si raggiunge in auto. Da Torino ci vuole circa 1h e 30, da Genova circa 1h e 45, da Milano circa 2h e 30. Nessun treno diretto o trasporti pubblici degni di nota: l’auto è indispensabile, e le strade che percorrerete per arrivare sono già parte dell’esperienza. Se arrivi da altre parti di Italia in aereo o treno e vuoi noleggiare un’auto ti suggerisco di controllare le tariffe su Discovercars.

Bossolasco Alta Langa - panorama

Quando visitare le Alte Langhe

L’Alta Langa è bella in ogni stagione, e non è una di quelle frasi fatte che si dicono tanto per dire:

  • Primavera: troverete fioriture esplosive, verde intenso, rose in fiore a Bossolasco. Il momento più fotogenico dell’anno.
  • Estate: grazie all’altitudine qui è più fresco rispetto alle Langhe basse, notti piacevoli, e a Sale San Giovanni (poco lontano) fiorisce la lavanda: uno spettacolo da non perdere.
  • Autunno: foliage, tartufi, sagre, colori. Le colline sembrano un quadro.
  • Inverno: l’atmosfera diventa intima e raccolta, fuochi accesi nei camini, buona cucina. Per chi ama il Piemonte nella sua versione più autentica e lontana dai cliché.

Quanti giorni servono

Minimo due, ideale tre, ma se riuscite a ritagliarvi una settimana intera, l’Alta Langa vi ricompenserà ogni giorno in modo diverso.

Con due giorni si copre il giro principale dei borghi in auto: Bossolasco, Murazzano, Mombarcaro, Cortemilia, qualche strada panoramica. Con tre si può finalmente rallentare davvero, e nelle Alte Langhe si viene esattamente per questo.

Dal quarto giorno in poi il territorio si apre in tutta la sua lentezza. Si cammina o si pedala sui sentieri tra borghi e boschi. Ci si ferma a leggere su una panchina con vista sulle colline. Nella bella stagione si approfitta delle piscine dei resort e degli agriturismi del territorio per qualche ora di relax, con il paesaggio delle Langhe come sfondo.

Insomma, anche programmare una settimana qui non è troppo.

Mangiare nell’Alta Langa

La cucina dell’Alta Langa è quella piemontese più autentica, quella delle trattorie di famiglia, dei tajarin fatti a mano, dei funghi porcini di stagione, dei formaggi di montagna.

I prodotti da cercare assolutamente: tajarin al ragù o al tartufo (in stagione), bagna cauda, stracotto al Barolo, formaggi misti del territorio, robiola e dolci alle nocciole in tutte le loro declinazioni. Non perdetevi i funghi in autunno e i piatti con la trippa e le frattaglie se siete avventurosi.

Menzione speciale per Da Fabiana a Bossolasco: qui troverete anche un tocco sardo nella cucina, una contaminazione inaspettata e deliziosa che racconta la storia personale di chi gestisce questo posto con tanto amore. Assaggiate tutto quello che vi propone, non ve ne pentirete.

Dove dormire nell’Alta Langa

La base ideale per esplorare il territorio dell’Alta Langa è Bossolasco, ma ci sono ottime opzioni anche negli altri borghi dell’itinerario. Ecco la mia selezione:

  • Da Fabiana, Bossolasco Ristorante con camere, agricaseificio e un angolo di Sardegna incastonato tra le colline piemontesi. L’accoglienza è familiare e calorosa. La cheese experience, la cucina sarda, il ritmo lento della colazione mattutina: difficile fare di meglio come base per un weekend slow nelle Alte Langhe.
  • Relais Le Due Matote, Bossolasco. Un casolare secentesco trasformato in relais esclusivo, con suite di grande carattere, ristorante, spa e piscina panoramica. Lusso autentico, nel senso migliore.
  • Relais San Maurizio, Santo Stefano Belbo. Un ex monastero cistercense del 1619 trasformato in hotel cinque stelle lusso, con le camere ricavate dalle antiche celle dei monaci, parco secolare, ristorante stellato e una spa con grotta del Sale che è già di per sé un’esperienza.

Lascia un commento

* Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da parte di questo sito web.

chi sono

Monica Bruni

Monica Bruni

Sono Monica. Amo la bellezza in ogni sua forma: i viaggi, l'arte, i libri, la fotografia e tutto ciò che viene creato con anima e passione. Scrivo guide di viaggio slow e itinerari alla scoperta di attimi di vita vera. Cerco sempre nuove strade, in viaggio e nella vita, che portino lontano dalle rotte più battute.
Leggi di più su di me

dove vuoi andare

Iscriviti a

PourParler

La newsletter in cui chiacchiereremo in modo un po’ informale di cose che ho fatto, letto, visto, mangiato, vissuto e che, forse, potrebbero interessarti.

SEGUIMI SUI SOCIAL