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Toscana: 10 borghi da visitare, i più belli e i meno noti

di Monica

I borghi toscani più belli, non solo i più noti ma anche i meno conosciuti, contribuiscono a portare la Toscana tra i sogni di viaggio dei turisti italiani e stranieri.

Firenze, Siena, Pisa sono città conosciute in tutto il mondo, così come la Maremma in generale e i suoi paesaggi. Ma anche le città minori, come Volterra e San Gimignano, e i piccoli borghi medioevali, molti dei quali iscritti nel Patrimonio Mondiale dell’Unesco, alimentano la popolarità di questa regione.

La Toscana è una terra di sorprese, dove si approda per un weekend o per un soggiorno più lungo e non si smette di volerla esplorare. Storia, cultura, paesaggi dell’entroterra o più prossimi al mare, dolci colline e roccaforti in pietra e tufo raccontano di luoghi dove la natura e l’architettura sono un insieme armonico e continuo, dove il tempo, che ha stratificato le tradizioni, è capace di dilatarsi anche nella quiete e nel relax.

Ecco quelli che, secondo me, sono i 10 borghi toscani più belli da visitare.

1. San Gimignano

San Gimignano si trova sulle colline della Val d’Elsa, non lontano da Siena.

È soprannominata la “Manhattan del Medioevo” per via delle sue torri, erette a partire dal Trecento dalle famiglie della città che volevano mostrare la loro potenza: ne sopravvivono solo 14 delle 72 originarie, ma regalano comunque uno spettacolo imperdibile.

La più alta è la Torre Grossa, misura 54 metri e vi si può salire fino in cima. Si trova in piazza del Duomo e al suo interno, nella Camera del Podestà, in un ciclo dipinto a inizio Trecento da Memmo di Filippuccio, si può vedere una scena che alcuni interpretano come il bacio di Paolo e Francesca.

Tutta la città comunque è una testimonianza eccezionale della civiltà medievale e il suo centro storico è percorribile a piedi, dove, oltre alle torri, potete visitare:

  • Piazza del Duomo che, con il Palazzo del Potestà e la romanica Collegiata di Santa Maria Assunta, era il cuore pulsante della vita politico-religiosa dell’allora città medievale.
  • Piazza della Cisterna, su cui si affaccia la Torre del Diavolo. Deve il suo nome alla sottostante cisterna per l’acqua ed è considerata una delle piazza medievali più belle al mondo.
  • Dentro al Palazzo del Podestà, il Museo Civico dove si possono ammirare diverse opere di artisti della scuola fiorentina e senese, come il Pinturicchio.
  • Il Museo della tortura, con riproduzioni degli strumenti usati nel Medioevo sui prigionieri.
  • Il Museo San Gimignano 1300, con una rappresentazione in scala 1:100 della città durante il Trecento.
  • A pochi minuti a piedi dal centro, il Vernaccia di San Gimignano Wine Experience, nella suggestiva Rocca di Montestaffoli. Un percorso a 360° gradi tra storia, odori, sapori, vino e tradizioni della zona.
  • Intorno al centro storico, le mura. Opera di architettura militare che è stata costruita a scaglioni, con un primo tracciato risalente probabilmente alla fine del X secolo.

Per conoscere la storia e i monumenti di San Gimignano ti consiglio una visita guidata. Puoi prenotare qui un tour privato e la tua guida locale ti porterà a scoprire i luoghi più nascosti della città.

Se invece vuoi visitare i dintorni e i meravigliosi paesaggi del Chianti in modo originale puoi scegliere un tour in Vespa o con una FIAT 500, due veicoli che hanno segnato la storia del nostro paese!

San Gimignano

2. San Quirico d’Orcia

In provincia di Siena, San Quirico d’Orcia, è una vera e propria cartolina del paesaggio toscano.

Quando infatti vedete un’immagine della regione su qualche pubblicità o rivista, probabilmente si tratta proprio di questo specifico territorio, con poco più di 2.600 abitanti e dalla storia ultramillenaria.

I suoi luoghi più fotografati e da visitare sono:

  • Il boschetto di cipressi che si trova andando in direzione Torrenieri, su una collinetta in località “I Triboli”. A ogni cambio di stagione, una fotografia dai colori diversi.
  • La semplicissima ma affascinante Cappella tardo-rinascimentale della Madonna di Vitaleta. La trovate lungo la strada sterrata che porta a Pienza. Dietro la sua facciata rivestita in pietra, si scorge il suo campanile a vela e, di giorno o di notte sotto un magico cielo stellato, si capisce subito perché sia posta sotto tutela dall’UNESCO.
  • La Piazza delle Sorgenti, nella frazione di Bagno Vignoni. Un’enorme vasca di acque termali che occupa quasi interamente la piazza centrale e le cui proprietà benefiche erano già note agli Etruschi. Fu frequentata da Santa Caterina e da Lorenzo il Magnifico e oggi resta uno dei luoghi più famosi al mondo che attrae con la sua magia anche artisti e registi.

Luogo di passaggio per i mercanti umbri e marchigiani diretti a Firenze e a Siena, ma anche per i pellegrini che percorrevano la via Francigena verso Roma, San Quirico d’Orcia è uno degli esempi più notevoli di urbanistica medievale del Senese di cui conserva ancora la struttura, una antica cinta muraria, una dozzina tra torri e torrette di guardia e una delle quattro porte originarie, la Porta dei Cappuccini, dalla particolare struttura a sei lati.

Da visitare inoltre:

  • La Chiesa di Santa Maria Assunta, conosciuta anche con il nome di Santa Maria ad Hortos, perché in origine era circondata da orti. Risale all’XI secolo; romanica e con una sola navata, il suo fascino sta tutto nella luce che filtra appena attraverso le fenditure delle monofore.
  • L’Ospedale della Scala risalente al XIII secolo che serviva al tempo stesso da magazzino agricolo e da rifugio per i pellegrini.
  • Gli Horti Leonini situati fra le mura castellane e la piazza principale del paese. Un’oasi di pace strutturata come giardino rinascimentale all’italiana. Fu realizzato da Diomede Leoni alla fine del Cinquecento con aiuole geometriche di bosso e siepi e vi campeggia la statua di Cosimo III de’ Medici.
  • La Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta. Un autentico gioiello romanico, con tre portali realizzati in stili differenti e un interno a navata unica. È incastonata nella trama medievale di San Quirico d’Orcia, risale all’XI secolo, ed è una delle costruzioni più antiche del borgo.
  • Il Parco dei Mulini, nei pressi di Bagno Vignoni. Per secoli questi quattro mulini sotterranei, oggi restaurati, hanno macinato il grano della Val d’Orcia grazie alla potenza dell’acqua termale.
San Quirico d'Orcia

3. Castagneto Carducci

Castagneto Carducci, a meno di 10 km dal mare, su una collina della Costa degli Etruschi, è un paese a misura d’uomo della Maremma Livornese, ma oggi anche location di molti eventi.

Un tempo si chiamava Castagneto Marittimo, poi agli inizi del Novecento prese il nome attuale, in omaggio a Giosuè Carducci che qui trascorse larga parte della sua infanzia e qui tornò molte volte. In onore del poeta esiste infatti un museo, il Centro di Valorizzazione Casa Carducci, dove è possibile vedere le stanze con mobilio originale in cui visse il poeta, ma anche un archivio di molte sue poesie e documenti.

Meta ottimale per chi cerca una vacanza al mare ma anche tanta quiete, Castagneto Carducci offre inoltre bei panorami e alcuni tra i vini di più alto livello della Toscana.

Il borgo si sviluppa attorno al castello medievale dei Della Gherardesca, risalente all’anno 1000 e poi modificato nei secoli fino a trovare nello stile del palazzo signorile settecentesco la sua forma definitiva. È di proprietà privata ma è possibile visitarlo su prenotazione.

Fanno parte del complesso del castello, la Chiesa di San Lorenzo (Propositura di San Lorenzo) che ha origini molto antiche, ben prima del XIII secolo; la stretta trama di vicoli; le belle piazzette; le caratteristiche trattorie; le botteghe artigiane e le terrazze naturali.

Spostandovi di circa 15 minuti in auto, troverete la spiaggia di Marina di Castagneto Carducci, con parti libere e altre attrezzate. Appartenente invece ancora al comune di Castagneto Carducci, Bolgheri, un delizioso borghetto a circa dieci chilometri di distanza.

Castagneto Carducci

4. Montepulciano

Montepulciano, a cavallo tra la Val d’Orcia e la Val di Chiana, è stata a lungo contesa tra Siena e Firenze.

Conosciutissima per il suo Vino Nobile di Montepulciano DOCG, è un gioiello medievale e uno dei borghi toscani più noti. Tra le esperienze da provare a Montepulciano, ti consiglio un tour delle cantine con degustazioni di vini. Scoprirai come viene prodotto il nettare degli dei e come viene conservato nelle botti.

Famosissime anche le sue Terme, a soli 5 chilometri dal centro storico.

Il borgo, racchiuso all’interno della cinta muraria, è arroccato su un colle, nel mezzo di una campagna da favola, e ormai è celebre anche per essere stato l’ambientazione di parte del secondo film della saga “Twilight”.

Se, come me, hai amato la storia di Edward e Bella Swan, ti consiglio questo tour nelle location di New Moon che ti porterà a visitare la casa dei Volturi!

Ma tantissime, sono le cose da visitare:

  • Piazza Grande, il cuore del comune nonché il suo punto più alto, dove si affacciano il Duomo; il Palazzo Comunale, voluto simile a Palazzo Vecchio di Firenze da Cosimo I dei Medici e con una Torre da cui godere di un magnifico panorama; Palazzo Contucci e Palazzo Tarugi. Un tuffo nel 1500 che la rende una delle piazze più belle di tutta la Toscana.
  • Chiesa di San Biagio, ai piedi del borgo, è immersa nella campagna. Un capolavoro dell’architetto Antonio Da Sangallo, con pianta a croce greca e un bel giardino che la circonda.
  • Chiesa di Sant’Agostino custodisce un bellissimo Crocifisso Ligneo attribuito da alcuni a Donatello, da altri ad Antonio Da Sangallo.
  • Il Museo della Tortura, piccolino ma impressionante, e il Museo Civico e Pinacoteca Crociani.
  • La Torre di Pulcinella alla cui sommità svetta la famosa maschera napoletana, in legno e rivestita di metallo, che segna il passare delle ore. Una leggenda, non suffragata dalla storia, vuole che fu il Vescovo di Napoli a volerla lì e ancora oggi il suo meccanismo è perfettamente funzionante.
  • La Fortezza Medicea eretta con scopi militari nel 1261 dalla Repubblica di Siena, oggi sede di importanti fiere ed eventi.
  • Via di Gracciano nel Corso dove si trovano la colonna del Marzocco, con in cima il leone fiorentino che vi fu posto per sostituire la lupa senes nel 1511, e Palazzo Bucelli il cui basamento è una sorta di esposizione dell’arte etrusca e romana perché vi sono murati dei frammenti lapidei.
Montepulciano
foto @123FR

5. Pienza

Pienza, è un borgo toscano a soli 15 km da Montepulciano.

Di lei si dice che sia la realizzazione dell’utopia della “città ideale del Rinascimento” perché Enea Silvio Piccolomini, da cui deriva il nome e che altri non era che Papa Pio II, affidò all’architetto Bernardo Rossellino, il progetto di edificare appunto una città ideale, in perfetto stile rinascimentale intervenendo sul disastrato borgo esistente. Ecco allora che, come un affresco che ha preso vita, Pienza per il suo centro storico è stata dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.

Dall’aspetto maestoso e solenne i suoi edifici sono in pietra di travertino, ma è splendida anche la sua offerta panoramica: in particolare dalla loggia con giardino di Palazzo Piccolomini, si può ammirare infatti l’intera Val d’Orcia.

Non dimenticate di portarvi a casa il suo famosissimo pecorino, celebrato ogni anno a inizio settembre con la Fiera del Cacio.

Da visitare:

  • Piazza Pio II, un autentico capolavoro rinascimentale su cui si affacciano la Cattedrale e i palazzi Piccolomini, Borgia, dei Canonici, Comunale e Ammannati.
  • La Cattedrale che all’interno ha mantenuto un’impronta gotica, mentre all’esterno è di gusto prettamente rinascimentale. Custodisce capolavori di arte sacra.
  • Il Museo Diocesano d’arte sacra che offre un percorso museale cronologico dal XII al XVIII secolo in undici sale.
  • Palazzo Piccolomini. Enorme, elegante, interamente rivestito di bugnato, si sviluppa intorno a un cortile centrale circondato da un portico ad arcate con capitelli corinzi. Al suo interno opere d’arte e mobilio di alto prestigio.
  • Le Strade dell’Amore, ovvero Via del Bacio, Via dell’Amore, Via della Fortuna e Via del Buia che, per il loro romanticismo, attirano sempre tantissimi turisti. Da non dimenticare che in questo borgo toscano Franco Zeffirelli girò nel 1968 alcune scene del suo film “Romeo e Giulietta”.
  • La Pieve dei Santi Vito e Modesto a Corsignano risalente al XII secolo e bellissimo esempio di edilizia romanica.
  • Il Romitorio di Pienza, un particolarissimo complesso scavato nella roccia al di sotto della Chiesa di Santa Caterina. Realizzato tra il XIV e il XV secolo, si sviluppa in una serie di ambienti al cui interno si trovano i resti di varie sculture rupestri. Un tesoro nascosto, da visitare assolutamente.

Per scoprire la storia di Pienza e Montepulciano puoi prenotare un tour guidato che ti accompagnerà a visitare entrambi i borghi e ti porterà ad assaggiare i prodotti tipici locali: il Vino Nobile di Montepulciano e il pecorino di Pienza. Puoi prenotarlo a questo link.

Pienza

6. Cetona

Con i suoi 2.540 abitanti (400 nel borgo), Cetona, in provincia di Siena, è stato un borgo conteso dalla Repubblica di Orvieto e di Siena. Poi venne inglobato nel Granducato di Toscana, ma fu nel 1558-69, con il marchesato dei Vitelli, che iniziò la sua epoca d’oro.

Un angolo di Toscana che incantò intellettuali e viaggiatori e che oggi ospita nomi famosi del mondo della moda, dell’economia e della cultura.

Le antiche civiltà che hanno lasciato le loro tracce; la natura circostante punteggiata di ulivi, pini e cipressi; la sua architettura fatta di pietra; le “coste”, cioè le viuzze così chiamate perché costeggiano il monte; e la “cittadella” creano un perfetto equilibrio tra suggestioni medievali e naturalistiche. A tutto questo dobbiamo aggiungere una grande tradizione enogastronomica e capiamo perché Cetona abbia avuto importanti riconoscimenti in ambito turistico: è Bandiera Arancione del Touring Club italiano ed è inserita nella lista dei Borghi più belli d’Italia.

Da visitare sopratutto:

  • Piazza Garibaldi in onore all’eroe dei due mondi che soggiornò a Cetona nel 1849. Realizzata nel XVI secolo su incarico dei Medici da Gian Luigi Vitelli, detto Chiappino, ha una forma ovale e spicca per la sua grandezza quasi “sproporzionata” rispetto all’impronta più medievale e stretta del resto dell’urbanistica cittadina.
  • Il Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona, all’interno del Palazzo Comunale. È un museo archeologico che documenta la storia del popolamento e le fasi abitative dell’area intorno al Monte Cetona tra il Paleolitico e l’Età del Bronzo. Il Parco Archeologico Naturalistico di Belverde dove si possono visitare alcune cavità, illuminate e attrezzate, come la grotta di San Francesco; gli antri della Noce e del Poggetto, un tempo utilizzati per culti e sepolture; e alcuni resti di abitati all’aperto. Non lontano, anche l’Archeodromo di Belverde dove è stato parzialmente ricostruito un villaggio preistorico.
  • La Collegiata della Santissima Trinità, costruita tra il XII-XIII secolo, conserva alcuni affreschi di fine XV sec. tra cui uno attribuito al Pinturicchio, l’“Assunzione della Vergine”.
  • La Rocca, risalente al X secolo e rappresentante il nucleo originario del paese. Nel Cinquecento il complesso fu trasformato da castello in dimora signorile, ma essendo oggi di proprietà privata non è visitabile.
Cetona

7. Cortona

Tra le mete più conosciute della Val di Chiana c’è Cortona, “La perla di Arezzo”, posizionata nella parte orientale della Toscana, vicino agli Appennini.

Chiamato anche il “granaio dell’Etruria”, questo borgo è ricco di tesori e fu città natale del futurista Severini. Nel suo saliscendi di strade è possibile visitare tantissime cose:

  • Nella centralissime Piazza della Repubblica e Piazza Signorelli campeggiano il Palazzo del Capitano del Popolo; il Palazzo Comunale del XIV secolo, con la sua caratteristica scalinata e la sua Torre Campanaria del Cinquecento; il neoclassico Teatro Signorelli e il Palazzo Casali. Quest’ultimo è sede del bellissimo MAEC (Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona) e ospita anche l’Archivio storico e la Biblioteca comunale.
  • Altre due piazze degne di attenzione sono Piazza Garibaldi, per lo splendido belvedere sulla Val di Chiana, e Piazza Duomo, dove si trovano la Cattedrale di Cortona, costruita in stile romanico, e il Museo Diocesano.
  • La Chiesa di Santa Maria Nuova, costruita da Giorgio Vasari nella metà del XVI secolo.
  • La Chiesa di San Francesco che conserva reliquie del santo, ma anche il Convento delle Celle, nell’omonima località sempre nel comune di Cortona, a circa 3,5 km. Si tratta del primo convento fondato dal santo, dove tornò prima di morire dove scrisse il suo “testamento”.
  • Villa Bramasole acquistata e ristrutturata nel 1996 dalla scrittrice americana Frances Mayes che qui ambientò il best seller “Sotto il sole della Toscana”, da cui poi è stato tratto il film di Audrey Wells.
  • La chiesa di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio, di epoca rinascimentale. Secondo la leggenda un’immagine della Madonna col Bambino, dipinta su una parete di un calcinaio (una vasca usata per la concia del cuoio) iniziò a operare dei miracoli. In seguito all’aumento dei pellegrinaggi dei fedeli, si decise di costruire questa chiesa che ha un aspetto davvero possente.
  • A pochi minuti a piedi, c’è l’antica Fortezza di Girifalco, che domina la Val di Chiana dai suoi 650 metri di altitudine. Fu costruita a metà Cinquecento per volere del primo granduca di Toscana, Cosimo I de’ Medici. Oggi è aperta al pubblico d’estate ed è adibita a location di mostre ed eventi.
Cortona

8. Pitigliano

Pitigliano è in provincia di Grosseto. Nel suo borgo, abitato da circa 2.000 anime, la storia antica si attesta al tempo degli etruschi e poi dei romani. Nel 1274 è diventato uno dei maggiori fortilizi della contea degli Aldobrandeschi, per poi arricchirsi e ingentilirsi nell’aspetto grazie a contributi e monumenti rinascimentali.

Il borgo di Pitigliano, visto da fuori, è una visione: tutto costruito in tufo, è talmente e perfettamente inserito nell’opera della natura che è difficile distinguerne l’opera dell’uomo. Complice è stata la facilità di lavorazione della roccia vulcanica, che ha reso nei secoli più conveniente scavare che costruire.

Tra vicoli pittoreschi, scalinate, loggette e decorazioni, qui tutto riconduce alla “civiltà del tufo” e al Rinascimento in un insieme armonico.

  • In via Zuccarelli si trova il ghetto. La comunità ebraica, infatti, visse per mezzo millennio a Pitigliano, esempio di convivenza tra israeliti rifugiati e cristiani. Per questo viene chiamata la “Piccola Gerusalemme toscana”. Anche gli ebrei, come gli etruschi, avevano sistemato nelle grotte gli ambienti del loro culto e ancora oggi, sopravvive una città sotterranea, dove si conservano tini, frantoi, botti, torchi e il Bianco di Pitigliano, il primo a ottenere la Doc in Maremma.
  • Palazzo Orsini è il maggiore monumento: di origine medievale (XIV secolo), fu la residenza dei conti Orsini poi ristrutturata nella prima metà del Cinquecento secondo i canoni rinascimentali.
  • Sulla piazza retrostante, la fontana medicea a cinque archi è preceduta dall’acquedotto seicentesco, con il suo maestoso arco in tufo.
  • La via principale conduce a un’altra piazza, dove si trova la cattedrale, ampliata nel Settecento, con la sua torre campanaria.
Pitigliano

9. Sorano

Sorano, in provincia di Grosseto, insieme a Pitigliano e Sovana, fa parte di un’area chiamata “Le città del Tufo” per via del tipo di roccia, di origine vulcanica, nella quale sono state costruite. Di quest’area Sorano è il “borgo capoluogo”.

È un caratteristico borgo toscano, a strapiombo sulla valle del torrente Lente.

Qui ogni civiltà ha lasciato tracce profonde.

Probabilmente la città era già stata abitata nell’età del ferro e in seguito fu sicuramente una fiorente città etrusca. Viene infatti chiamata la “Matera della Toscana” per le suggestive “vie delle cave”:  antichi percorsi etruschi scavati per chilometri nella roccia e possono raggiungere anche i 25 metri di profondità. Percorrerli è un’esperienza davvero inimitabile.

La famiglia più importante fu quella degli Aldobrandeschi che fortificò Sorano con imponenti bastioni e la rese per quattro secoli uno dei feudi, fra l’altro mai espugnato, più potenti della toscana.

Dentro la Fortezza Orsini, che si raggiunge attraversando i vicoli tortuosi di Sorano e passando sotto l’Arco del Ferrini, è presente il Museo del Medioevo e del Rinascimento.

Fuori della fortezza, invece, si trova un ambiente incontaminato che i suoi 3.300 abitanti custodiscono con grande senso di responsabilità e accoglienza, facendole meritare la Bandiera Arancione del Touring Club.

Le due porte di accesso principali al paese sono Porta di Sopra e Porta dei Merli (o Porta di Sotto).

Ambitissime, a circa 3 km a sud, nell’Area del Tufo, le piscine delle Terme di Sorano. Sono alimentate da acque termali che sgorgano direttamente dalla roccia alla temperatura costante di 37,5 gradi. Quella chiamata “Il Bagno dei Frati” risale al XV secolo, è di piccole dimensioni, ha una profondità di 1 metro e 40 e può accogliere circa 15 persone.

Sorano

10. Capalbio

Capalbio, in provincia di Grosseto, è nell’estremità più a sud della Maremma toscana.

I panorami che offre spaziano dalla costa tirrenica alle splendide colline toscane, il tutto contemplato in un unico e invidiabile ecosistema ambientale che non trova soluzione di continuità tra mare e natura.

Tra file di viti e olivi, piante di mirto e ginestre, si incontra appunto il borgo medioevale di Capalbio, posto su una collina dove si respirano storia e cultura. Dalle radici etrusche alle rovine di epoca romana, fino alle molte impronte rinascimentali.

Negli anni Settanta poi questa località esplose come luogo di villeggiatura frequentato da élite e intellettuali e da allora ha preso il nome di “Piccola Atene”. La sua spiaggia si estende, libera da insediamenti, per 13 km e qui tutto profuma di mediterraneo.

  • Il borgo antico di Capalbio è urbanisticamente medievale e circondato da una doppia cinta muraria in pietra locale. La più esterna e più alta è di epoca rinascimentale. Percorrendo le mura, che sono accessibili, godrete di un magnifico panorama.
  • Entrando dalla Porta Senese e salendo per le caratteristiche viuzze si arriva alla Rocca Aldobrandesca, uno degli avamposti più meridionali dell’allora Repubblica di Siena e che trova nel torrione il suo nucleo originario.
  • Accanto alla Rocca c’è Palazzo Collacchioni che custodisce lo strumento, il fortepiano Conrad Graf, che Giacomo Puccini era solito suonare quando soggiornava a Capalbio.
  • Fuori dalle mura, in piazza della Provvidenza, si trova l’affresco più importante della Costa d’Argento: una Madonna della Provvidenza, attribuita al Perugino, all’interno dell’omonimo Oratorio.
  • Se amate la fauna, non perdetevi la prima oasi WWF nata in Italia nel 1968, con il suo lago di Burano, le sue specie animali, compresi i fenicotteri, e la sua Torre di Buranaccio del 1563.
  • Ultimo, ma spettacolare, il Giardino dei Tarocchi, un parco-museo realizzato sulla collina di Garavicchio tra il 1979 e il 1996. Vi troverete una serie di statue e gruppi scultorei raffiguranti i tarocchi, realizzati da Niki de Saint Phalle. Vi ricorderà il Parc Guell di Gaudi a Barcellona.
Capalbio

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