Ogni anno, quando arriva il momento di pianificare le vacanze, ci ritroviamo a guardare lontano, fuori dai confini del nostro paese. E lo capisco, davvero. Mete esotiche e metropoli estere sono entrate a forza nell’immaginario collettivo, soprattutto grazie ai social, moltiplicatori di immagini e tendenze. Negli ultimi anni il turismo ha seguito vere e proprie mode. Una meta diventa il trend per un paio di anni e allora il nostro feed viene invaso per mesi dalle stesse foto, stesse spiagge, stessi tramonti con migliaia di like, e tutto il resto sparisce.
Ed è così che dimentichiamo quanto di straordinario e variegato possa offrire l’Italia, a pochi chilometri di distanza e con il vantaggio di non dover affrontare dodici ore di volo.
L’Italia, per varietà paesaggistica e culturale, non ha rivali. E per il resto del mondo, rimane una delle mete più desiderate. Ovviamente non sto cercando di convincervi ad annullare il viaggio che avete appena organizzato per qualche meta esotica, promesso. Voglio solo portarvi con me a scoprire quanta bellezza diversa, inaspettata, quasi segreta, esiste tra Trieste e la Sicilia. Vediamo quindi quali sono i migliori consigli per fare le vacanze in Italia. Ho scelto cinque città di mare che raccontano cinque Italie completamente diverse. Preparate la borsa, che si parte.
Trieste, la Mitteleuropa in Italia
Trieste è una città che ti sorprende. I palazzi asburgici ti guardano dall’alto con quell’aria di chi ha visto passare imperi, intellettuali e rivoluzioni. È una città malinconica: i palazzi e le strade portano il ricordo vivido della fiorente cultura che nel Primo Novecento.
Camminare per il centro di Trieste significa respirare la stessa atmosfera che stregò Joyce e Svevo, e non è un’iperbole letteraria, è una sensazione concreta, fisica, che si avverte ad ogni angolo.
Piazza Unità d’Italia, con i suoi oltre diecimila metri quadrati che arrivano al mare e la rendono la piazza più grande d’Europa, coglie alla sprovvista ogni visitatore. Da un lato i palazzi: il Governo in stile liberty, le Generali, il Lloyd Triestino, il Municipio, ognuno con la sua storia e la sua faccia austera. Al centro, la Fontana dei Quattro Continenti ricorda che questa città un tempo guardava il mondo intero dal suo porto, e il mondo intero passava di qui.
Sedetevi in uno dei caffè storici che si affacciano sulla piazza, ordinate uno spritz e aspettate il tramonto. Quando le luci si accendono sui palazzi e le navi si muovono lente sull’orizzonte, la piazza diventa una terrazza sospesa tra l’eleganza mitteleuropea e il respiro largo del mare aperto.

Mazara del Vallo: il respiro dell’Africa in Sicilia
Con un salto di quasi mille chilometri ci ritroviamo sulla punta occidentale della Sicilia. Il cielo lattiginoso dello scirocco, il profumo di cumino che ti prende per mano appena entri nella Casbah, le voci in arabo che si mescolano al dialetto siciliano: qui la contaminazione non è un concetto da convegno, è vita quotidiana da cinquant’anni.
Il centro storico è un labirinto meraviglioso di vicoli ciechi, cortili interni e maioliche colorate che ricalca perfettamente la struttura delle antiche medine nordafricane, e la cosa straordinaria è che non è un museo: un quartiere vivo, che dagli anni Settanta ha accolto tunisini e nordafricani arrivati per lavorare nella flotta peschereccia della città, una delle più grandi del Mediterraneo.

Genova: la regina incompresa del Mediterraneo
Genova è la città italiana più sottovalutata, e lo dico con la certezza di chi ci vive e spesso ha accompagnato amici arrivati da fuori che non si aspettavano tanto splendore. È una città che non si concede subito, lo ammetto: la prima impressione può essere quella di una bellezza un po’ schiva. Ma poi entri nei Caruggi.
I vicoli del centro storico, il più grande d’Europa medievale, tanto per dirla tutta, sono un labirinto di botteghe, profumerie artigianali, trattorie e portoni che nascondono affreschi barocchi che si possono scoprire solo pochi giorni ogni anno, durante i Rolli Days. Poi esci di colpo sul porto, sul mare, e capisci perché questa città ha generato navigatori capaci di immaginare nuovi mondi.
Aggiungete i palazzi di Via Garibaldi, la focaccia più buona della vostra vita, e un tramonto dal Bigo: Genova vi avrà conquistato prima di quanto pensiate.

Otranto: il punto più a est d’Italia, dove l’Oriente comincia
C’è un posto in Italia in cui, se ti affacci dal bastione del castello aragonese e guardi verso est, sei convinto di poter vedere l’Albania. E in realtà quasi quasi potresti, perché Otranto dista appena 72 chilometri dalla costa albanese, ed è proprio questa posizione geografica di frontiera a renderla un posto così speciale.
Il centro storico si arrampica su una penisola rocciosa con quel mare azzurro tagliente che solo il Salento sa fare, e la cattedrale – questo è senza ombra di dubbio uno dei posti più straordinari in cui sia mai entrata – custodisce un mosaico pavimentale del XII secolo lungo 54 metri che racconta l’intero universo medievale: re, animali fantastici, profeti, il calendario dei mesi, l’albero della vita. Potresti passarci ore.
Otranto va visitata fuori stagione, quando il bianco dei vicoli e il blu del mare non devono dividersi lo spazio con migliaia di turisti. Organizza un weekend in primavera, non te ne pentirai.

Camogli: il borgo dei pescatori che dipinsero le case di colori
L’ultima tappa di questo viaggio è uno dei miei luoghi del cuore. Camogli, sul promontorio di Portofino, è tutto ciò che un borgo di pescatori ligure dovrebbe essere.
Le case alte e strette dipinte in giallo ocra, terracotta, verde salvia si specchiano nel mare con un effetto scenografico che puoi ammirare prendendo il traghetto per l’Abbazia di San Fruttuoso.
La leggenda vuole che i colori vivaci servissero ai pescatori per riconoscere da lontano la propria casa mentre tornavano in barca: non so se sia vero, ma voglio crederci perché è bellissimo.
La spiaggia di ciottoli, la basilica di Santa Maria Assunta sul mare, i sentieri che si arrampicano sul monte di Portofino e ovunque il profumo del mare e della focaccia che fuoriesce dai forni la mattina presto. Camogli non ha la fama di Portofino, e forse è proprio per questo che la amo così tanto.

